La pedagogista scrive: REGOLE, queste sconosciute.

Una delle cose che ritengo di maggiore importanza in una famiglia è la coerenza educativa, intesa come quel patto, non scritto, secondo il quale i genitori, ma più in generale i membri di una famiglia, condividono un modus vivendi che ogni membro deve cercare, al meglio delle sue possibilità, di rispettare e di far rispettare a sua volta.

Ogni giorno mi capita di vedere bambini “confusi” rispetto a ciò che si può fare e ciò che non si può fare e parlare con genitori che, senza rendersene conto, accentuano questo vissuto di confusione.

La famiglia dal punto di vista educativo e pedagogico deve essere un tutt’uno saldo e compatto, privo di falle. Di fronte ad un “no” detto da uno dei genitori nessun adulto, nonni compresi, deve svilire il valore di tale no e quindi della figura che lo ha dato. Senza rendersene conto sminuendo il no si sminuisce anche il valore del genitore o del nonno che lo ha detto, si fa perdere il valore “normativo” e la sua “importanza come adulto” che ha il diritto/dovere di educare.

Oltre a questo il bambino si troverà nell’inespressa difficoltà di capire se quel comportamento o quell’azione si possono compiere o meno, in senso assoluto.

Badate bene, non stiamo parlando di comportamenti universalmente giusti o sbagliati, bensì di quelle piccole cose che accadono ogni giorno a casa di tutti noi: si o no alla televisione in quel momento, si o no alla merenda alle 18.30, si o no all’acquisto dell’ennesimo gioco.

Cercate quindi di seguire questo piccolo vademecum, che non vuole rappresentare una formula magica, ma un insieme di buone pratiche da tenere a mente e da condividere con vostro marito o vostra moglie, i vostri genitori e i suoceri, qualunque adulto passi del tempo significativo col vostro bambino e quindi, perché no, anche le insegnanti:

• Una regola è una regola, vale per tutti: dovranno rispettarla anche mamma e papà, vale anche per i nonni. Se non si mangia la merendina alle 18.30 nemmeno papà può mangiare patatine prima di cena! Ricordate che l’esempio è il miglior modo di educare.

• Regole condivise = regole più facili da rispettare: cercate di condividere con vostro marito e , per quanto possibile, con gli altri adulti coinvolti ciò che vorreste fosse rispettato dentro e fuori casa. Come dicevo prima, la coerenza è tutto!

• No al “riprendere” gli altri adulti: se qualcuno in casa si dimostra, a vostro parere, troppo permissivo o lascia passare certi comportamenti PARLATENE ma TRA ADULTI! Aspettate un momento in cui il bambino è assente per rinnovare il vostro patto educativo, scontratevi e rinegoziate se necessario, ma non riprendete chi ha sbagliato davanti al bambino, sarà un altro modo per sminuire ai suoi occhi quell’adulto.

• Si al condividere coi figli: condividere coi vostri bambini, quando sono sufficientemente grandi, le regole. Se avranno contribuito a stabilirle faranno più fatica a trasgredirle.

• Parlate, parlate, parlate: non usate la minaccia o il ricatto. I vostri figli hanno bisogno di genitori adulti, fermi ma allo stesso tempo accoglienti. Evitate frasi del tipo “se tu fai così allora io…” “se vuoi quella cosa dovrai prima”, senza volere porterete l’asticella della richiesta sempre più in alto e ricordate, i figli vi mettono alla prova come adulti ogni giorno. Cercate il dialogo e la riflessione e usate far loro domande per fornire risposte, ricordate che spesso conoscono già la risposta “giusta”, vogliono solo vedere se avrete il coraggio e la forza di mantenervi saldi per l’ennesima volta.

• Si alle trasgressioni circostanziate: qualche piccola trasgressione, se circostanziata nel tempo e nello spazio, può essere un toccasana: al mare, in vacanza possiamo concederci un gelato in più!

Dott.ssa Giulia Belloni

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